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martedì 30 novembre 2010

Extravergine a prezzi bassi. Un "miracolo" tutto italiano?

Comincia oggi una collaborazione con Silvia Lazzari -  direttore marketing della BLÄUEL GREEK ORGANIC PRODUCTS -  della quale ospitiamo una serie di articoli sul variegato mondo dell'extravergine.
Nel dare il benvenuto a Silvia, presentiamo il suo primo articolo:
Extravergine a prezzi bassi. Un "miracolo" tutto italiano?
I risultati di 3 test su olio extra vergine di oliva, in 3 diversi Paesi, arrivano alla stessa conclusione: la maggior parte degli oli extra vergine di oliva di grandi marche in vendita a prezzi ridicoli non sono un miracolo, ma solo .... non veri extra vergine!
Il primo test è stato effettuato nel mese di giugno, pubblicato sulla rivista svizzera Ktipp (numero 12): dopo le analisi eseguite su 14 oli di marca prelevati dagli scaffali dei supermercati, la conclusione è stata:
"6 dei 14 oli testati non meritano il nome di extra vergine, tra cui due costosi prodotti biologici: “Hanno sapore di morchia, muffa, stantio o addirittura rancido.” http://www.ktipp.ch/tests/1046569/Olivenoel
Poi, a luglio, i test effettuati dalla Davis Olive Center dell’Università di California.
Secondo i risultati della UC Davis, 30 dei 52 campioni non corrispondono agli standard di qualità dell’ olio extra vergine di oliva, e avrebbero dovuto essere classificati come "vergine".
Ci sono state forti reazioni alla relazione UC Davis, accusata di aver eseguito il test con il solo scopo di sostenere gli extra vergini prodotti negli Stati Uniti mettendo in cattiva luce gli oli europei importati. (L'intero rapporto UC Davis può essere scaricato all'indirizzo: http://olivecenter.ucdavis.edu)
Ma un'altra serie di analisi è stata effettuata di recente in Italia, pubblicata dalla rivista "Il Salvagente", ed i risultati non sono molto diversi da quelli UC Davis. Ecco un estratto dell'articolo:
"Miscele di oli comunitari di dubbia qualità e prodotti sospettati di essere stati deodorati. Ancora una volta si addensano nubi intorno all’extravergine venduto soprattutto nei supermercati.
Stavolta l’allarme non arriva dalla California, dove a luglio un discusso studio dell’Olive Center dell’Università di Davis aveva declassato a semplici vergini diversi big dell’extravergine “italiano”.
A far discutere ora, ci sono nuove analisi anticipate dal settimanale il Salvagente.
L’Arpam di Ascoli Piceno - ha recentemente analizzato 35 [campioni] acquistati presso esercizi commerciali, in gran parte etichettati come “miscele di oli comunitari”, e li ha sottoposti all’esame degli esteri metilici ed etilici di acidi grassi, noti come alchil esteri.
Il verdetto finale è sorprendente: circa un terzo del campione degli extravergini acquistati nei supermercati sarebbe fuori norma.
L’elevata presenza di queste sostanze è un indicatore di scarsa qualità dell’extravergine in quanto si producono con la degradazione delle olive.
In pratica, gli alchil esteri testimoniano una non corretta conservazione dovuta a un cattivo stoccaggio della materia prima, accatastata per giorni in enormi cumuli (come spesso succede nei sistemi industriali spagnoli), oppure franta dopo che è già in atto un processo di fermentazione.
A una forte concentrazione di alchil esteri, dunque, dovrebbe corrispondere un difetto organolettico dell’olio: un’alta acidità oppure un odore troppo forte.
Condizioni che non consentirebbero di definire il prodotto extravergine.
A meno che non venga corretto, magari deodorato, per poi ritrovare “l’extraverginità” dopo essere miscelato con una buona dose di extravergine ben fruttato.
Il tenore medio riscontrato nei campioni reperiti sul mercato è stato di 150 milligrammi [di alchili esteri] per chilo”. Un dato molto elevato considerato che, probabilmente da febbraio, entreranno in vigore i nuovi parametri comunitari in base ai quali se un extravergine supera i 150 milligrammi per chilo di alchil esteri non potrà essere denominato e quindi venduto come tale. In tre casi abbiamo riscontrato tenori prossimi a 1.000 milligrammi.
Questi oli, alla luce dei nuovi limiti europei, sarebbero fuori norma e dunque non etichettabili come extravergine.
L’altro aspetto allarmante dello studio condotto dall’Arpam di Ascoli Piceno e pubblicato dal Salvagente è la presenza di pesticidi non consentiti nel trattamento delle olive, riscontrati nel 35% dei campioni acquistati nei supermercati.
Tra le sostanze rilevate ma non ammesse troviamo il Fenitrotion, l’Endosulfan (alfa, beta e solfato) e il Dicofol,insetticidi che appartengono alla categoria degli organofosfati. Sono persistenti e bio-accumulabili con un’azione neurotossica per l’uomo.
Fonte: www.ilsalvagente.it
Quindi, i nostri consigli per scegliere un extra vergine degno di questo nome sono i seguenti:
1 - guardare le etichette. Dal 1° luglio 2009 un nuovo regolamento comunitario ha reso obbligatorio per i produttori di indicare in etichetta la provenienza delle olive, seppure in modo generico:
"miscela di oli comunitari e non comunitari", significa oli diversi provenienti da vari paesi del Mediterraneo (Nord Africa e Medio Oriente compresi).
"miscela di oli comunitari", indica oli provenienti da diversi paesi dell'UE (Spagna, Italia, Grecia, Portogallo, ecc.)
Naturalmente, queste indicazioni non dicono nulla sulla esatta provenienza degli oli importati e sulle quantità presenti nella bottiglia, ma almeno il consumatore sa che sicuramente sono miscele di oli a basso costo ed altri di maggiore qualità.
L'unica garanzia è scegliere oli sulla cui etichetta un solo paese d’origine è chiaramente indicato (es: "prodotto 100% ITALIANO"), o, meglio ancora oli DOP (Denominazione di Origine Protetta, il che significa che l'olio è estratto da una specifica varietà di olive e proviene esclusivamente da una zona specifica ).
2 - guardare il prezzo: si ottiene quello che si paga!
Extra vergini troppo a buon mercato nascondono qualcosa! Secondo il nostro amico Celletti, un extra vergine di alta qualità NON PUO 'essere venduto ad un prezzo inferiore a 15 €. Di più se è biologico, DOP, ecc
3 - piccolo è meglio: la produzione industriale (l'unico modo per coprire le esigenze delle grandi multinazionali dell’olio d'oliva) non potrà mai essere associata con la qualità e la trasparenza (per non parlare di rispetto per i consumatori). Ma questo lo sapevamo già ....
di Silvia Lazzari
BLÄUEL GREEK ORGANIC PRODUCTS
Pyrgos Lefktrou - 24024 Messinias (GREECE)
www.blauel.gr

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