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giovedì 17 febbraio 2011

Settore dell'olio d'oliva, aria di ripresa per l'industria olearia.

Consumi sul mercato interno in aumento e crescita nell'export, grazie a questi numeri per l'olio d'oliva si può parlare di ripresa.
Secondo i dati di ASSITOL (Associazione Italiana dell'Industria Olearia), nell'ultimo bimestre del 2010 il settore, in Italia e all'estero, ha registrato un andamento vivace, dimostrando la forte capacità di reazione delle aziende italiane ad una congiuntura economica complicata e alla concorrenza straniera. Più in dettaglio, tra novembre e dicembre dello scorso, le vendite dell'extravergine, segmento trainante del settore, sono cresciute del 31% sul mercato interno rispetto al 2009, grazie soprattutto al buon andamento dell'extra convenzionale, vale a dire i grandi marchi italiani (+34%). In calo, invece, il "100% italiano", diminuito del 4% mentre, seppure sui consueti volumi di nicchia, crescono l'olio DOP/IGP e il biologico. Buone notizie anche per l'olio di sansa (+12,8%).
Negli ultimi due mesi del 2010, il settore guadagna così il 24,5% in più di vendite sul territorio nazionale.
Molto bene anche le esportazioni. Anche qui si segnala il contributo essenziale dell'extravergine (+22,4%), con una chiara predilezione per gli oli convenzionali, che registrano un aumento del 25,7. Nel complesso, tra mercato interno ed estero, il comparto può contare su una felice conclusione della campagna 2009-2010, attestandosi su un incremento del 21,6%.
Questi dati confermano, nonostante la crisi del 2009 ed un avvio non proprio brillante del 2010, il ruolo internazionale dell'industria olearia italiana. Ciò si deve alla riconosciuta competenza delle aziende italiane nella selezione della materia prima e ad un'attenta politica di contenimento dei costi, che hanno consentito di recuperare posizioni anche rispetto ai concorrenti più forti nel settore. Basti pensare che a fine 2010 la Spagna, il nostro "competitor" più agguerrito, avrebbe visto calare del 5% la commercializzazione interna di olio d'oliva spagnolo rispetto ai quattro anni precedenti.
Dr Antonio G. Lauro
Fonte: Repubblica.it

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