
Oggi viviamo in un mondo di professioni e professionisti, sempre più specializzati e preparati. Ed è grazie a questi professionisti che anche i più semplici intoppi di vita quotidiana non diventano vere e proprie "emergenze". Tutti, a vario titolo, concorrono al nostro benessere ed aiutano e facilitano le nostre attività. In effetti, queste professioni, dal medico fino all'elettricista, dall'avvocato all'idraulico, hanno pari dignità ed elevato grado di utilità e trovano posto tra i lavori "meritori" da augurare ai propri figli. Ma tra tutte queste professioni, o "mestieri" come si diceva un tempo, non si può dimenticare quella del contadino, o agricoltore, o per dirla con la norma comunitaria "Imprenditore agricolo professionale". Ingentilito il nome, non è cambiata per nulla la sostanza: tutti (e dico proprio tutti), ne abbiamo bisogno ogni giorno ed almeno per tre volte al giorno. Ne siamo convinti? Anche perché, ricordiamolo con le parole di Wendell Berry, "
Mangiare conclude il dramma annuale dell’economia alimentare che inizia con la semina e la nascita. Molti mangiatori non sanno più che questo è vero. Pensano all’alimentazione come produzione agricola, forse, ma non si considerano parte dell’agricoltura. Si considerano “consumatori”. Se pensano un po’ più a fondo, devono riconoscere di essere consumatori passivi. Comprano quello che vogliono, o quello che sono stati persuasi a volere, nei limiti di ciò che possono comprare". Ossia, "
Mangiare è un atto agricolo (ed ecologico)".